Finalista

Home > testinscena® > Edizione 2019

A braccia aperte

Compagnia Caterpillar

Testo e regia: Daniele Vagnozzi

Con: Denise Brambillasca, Eugenio Fea e Daniele Vagnozzi

 

La compagnia

La "Compagnia Caterpillar", associazione culturale no profit, nasce a settembre 2018 dalla classe diplomata con medaglia d'oro all'Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2017.

"Caterpillar", in italiano "Bruco", è per noi un metodo di lavoro, un approccio alle cose, un proposito: lavorare con cura e paziente determinazione dietro le quinte per spiccare il volo sul palcoscenico. L'urgenza che unisce gli 11 membri della compagnia è quella di raccontare storie che interroghino il nostro tempo con i suoi problemi e le sue contraddizioni, con un'attenzione particolare ai giovani che sentiamo come nostri interlocutori speciali e necessari.

Il percorso della Compagnia inizia con la messa in scena al Teatro Filodrammatici di Milano del testo "Martiri" di Marius Von Mayenburg, per la regia di Bruno Fornasari. La pièce, sull'eterna lotta tra scienza e religione, debutta nel 2017 come conclusione del percorso accademico e diviene, nel maggio 2018, Produzione Teatro Filodrammatici.

Tappa successiva e ufficiale debutto della compagnia è "Fragile!", testo della croata Tena Stivicic per la regia di Eugenio Fea, una storia di giovani e di migrazione, una riflessione sul cosa significhi, oggi, "essere stranieri". In scena al Teatro Filodrammatici di Milano dal 20 novembre al 2 dicembre 2018.

Il 2019 vede la messa in scena, al teatro Elfo Puccini, di " Tamburi nella notte", testo giovanile di B. Brecht, già spettacolo di diploma dell'Accademia Filodrammatici nell'ottobre 2018, ed oggi coproduzione Teatro Filodrammatici e Teatro Elfo Puccini, per la regia di Francesco Frongia.

 

Il progetto

Si dice che per perdonare gli altri, bisogna prima perdonare se stessi. Ma come si fa quando non sappiamo quali sono le nostre colpe e quelle degli altri? Come si possono chiudere i conti col passato se, quella sera d’estate, sulla spiaggia, è successo qualcosa che ancora non riusciamo a comprendere, qualcosa che ha cambiato le nostre vite e ci ha separati per sempre?

Quando tutto questo accade tra gli amici di una vita e le scelte fatte pesano come una condanna, è lì che ci si accorge che si sta diventando grandi. E diventare grandi significa fare i conti con le amicizie e gli amori che hai lasciato indietro, con le parole dolci che non hai detto per paura di essere troppo sdolcinato, con i “No” che hai detto troppo e i “Sì” che hai detto troppo poco. Non so se per perdonare gli altri bisogna prima perdonare se stessi, ma, di certo, crescere significa partire da una delle due. Ma la domanda è: Come?

È quello che cercheranno di capire Angela, Pietro e Stefano, tre ragazzi cresciuti nel sogno di un’amicizia eterna, fuori dal tempo, sulla spiaggia di una città di mare, loro rifugio da sempre, luogo dei giochi e dei ricordi, “isola che non c’è”. Su quella stessa spiaggia, però, una sera di otto anni fa, qualcosa ha rotto quel sogno e li ha allontanati per sempre.

Da allora si ritrovano lì, ogni anno, per rivivere quella maledetta sera e chiudere i conti col passato. Riusciranno a perdonarsi prima di rimanere bloccati lì per sempre?

Tra canzoni alla chitarra, giochi adolescenziali e qualche birra di troppo, i due si contenderanno, ancora una volta, l’amore di lei, fino a scoprire una dura verità. Ma c’è poco tempo. A fine estate la spiaggia verrà smantellata.

Quest’anno è l’ultima possibilità.