La tournée di 'Finisterre' (progetto vincitore di testinscena® 2018)

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Finisterre, progetto vincitore del concorso testinscena® 2018 ha debuttato a:

Teatro Foce, Lugano: venerdì 30 novembre 2018

Campo Teatrale, Milano: giovedì 13 dicembre 2018

 

Repliche:

1 e 2 dicembre 2018 - Teatro Foce, Lugano

14 e 15 dicembre 2018 - Campo Teatrale, Milano

9 febbraio 2019, 19:00 - Teatro Paravento, Locarno

10 febbraio 2019, 17:00 - Teatro Paravento, Locarno

23 febbraio 2019 - Spazio Yak, Varese

 

FINISTERRE

Drammaturgia: Francesca Tacca e Marco Taddei

Regia: Marco Taddei

Con: Laura Zeolla e Fabio Bisogni

Musiche: Francesca Badalini

Tutor e accompagnatrice compagnia: Cristina Galbiati 

Costumi: Deborah Erin Parini

Disegno luci: Davide Rigodanza

Elettricista: Manuel Arreg

Organizzazione: Annalisa Greco

 

Finisterre è un luogo della Galizia in Spagna affacciato sull’oceano. Finisterre è anche un nome, quello di Alejandro Finisterre: uomo, sognatore, inventore, poeta, editore, viaggiatore, esiliato, antifascista, ballerino di tip tap. La sua storia inizia in Galizia e viaggia per l’Europa e il Sud America attraversando il fiume in piena del novecento: dalla guerra civile spagnola al terzo millennio. Nella sua incredibile vita c’è anche un’invenzione senza tempo: il calcio balilla.

Ci sono incontri straordinari: Picasso, Che Guevara, poeti esiliati; fughe e pubblicazioni clandestine; scontri di ideologie e poesie. Una vita piena d’amore, amicizia, rabbia e odio per la dittatura franchista che diventa lotta armata di parole, senza fucili o bombe, una lotta realizzata pubblicando i libri proibiti dal regime: bombe di poesia che fanno male alla dittatura.

Cosa ci resta di tutto questo? In che modo la storia di quest’uomo può aiutarci oggi a definire meglio chi siamo e che vita vogliamo vivere?

La storia di Alejandro Finisterre, con la sua geniale inventiva nei grandi e piccoli episodi della sua biografia, ha colpito, toccato, accarezzato, solleticato, emozionato tutti noi in modi differenti. E come uno scultore vede l’opera ancora prima di toccar la materia, che sia legno, marmo, vetro o, appunto, una vita, Francesca Tacca e Marco Taddei vedono subito la potenzialità dell'argomento. Parole, poesia, canzoni, un vortice di emozioni tutte da scrivere e raccontare dentro una drammaturgia, dentro uno spettacolo.